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Rilancio delle aree interne, anche vescovi dalla Calabria all’incontro di fine agosto

28/08/2021

Il rilancio pastorale delle aree interne del Paese sarà al centro di un incontro che si terrà a Benevento il 30 e 31 agosto prossimi. Vi parteciperanno vescovi provenienti da tutta Italia, compresa la Calabria. Era il 13 maggio 2019, quando i vescovi della metropolia di Benevento, presentando il documento “Mezzanotte del Mezzogiorno?”, «rifiutando di aderire alla rassegnazione, come se i giochi, ormai, fossero fatti e l’unica possibilità rimasta fosse quella di un accanimento terapeutico per ritardare, quanto più possibile, la morte dei propri territori».

Guardando alle aree interne, i vescovi «esortavano ad agire non in maniera disorganica o, ancor peggio, scomposta. Ma con una progettualità profetica», con «un progetto strategico di lunga gittata che miri a privilegiare l’interesse comune». Con lo sguardo rivolto al benessere di tutti, singole persone come enti locali».

Mercoledì 25 agosto, in una conferenza stampa, introdotta da don Maurizio Sperandeo, presso la curia di Benevento, lo ha ricordato l’arcivescovo Felice Accrocca (nella foto), presentando l’Incontro dei vescovi delle “aree interne”, in programma il 30 e il 31 agosto, presso il Centro “La pace”, nel capoluogo sannita.

All’evento prenderanno parte più di venti vescovi provenienti dalle diocesi di Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. Intento dell'incontro, promosso dal vescovo Accocca, è avviare un confronto comune per elaborare un piano di rilancio pastorale delle “aree interne” del Paese. Aree interne che sempre più si trovano a fare i conti con l’emarginazione, lo spopolamento e la crisi economica.

L’arcivescovo di Benevento ha ricordato anche le altre tappe che hanno portato all’iniziativa di fine agosto sul rilancio pastorale delle aree interne. Il primo Forum degli amministratori campani (24-26 giugno 2019) e la lettera del Papa a monsignor Accrocca (12 giugno 2019). Lettera in cui il Pontefice aveva, tra l’altro, affermato: «La condizione precaria delle fasce più deboli della società richiede da parte di tutti – istituzioni, comunità ecclesiali, realtà educative ed assistenziali – un costante sforzo per chinarsi sulle difficoltà e le sofferenze di tanti nostri fratelli e sorelle, offrendo loro gesti concreti di condivisione e di solidarietà. Auspico, pertanto, che si dedichi ogni energia per ridare speranza alle persone più deboli e bisognose di aiuto, in vista di una società sempre più accogliente, fraterna e a misura d’uomo».

Successive tappe hanno coinvolto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.



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