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I vescovi italiani: le vacanze estive siano tempo di speranza

22/07/2021

Fare tesoro dell’estate per vivere un tempo di speranza. È l’incipit del saluto del direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei don Gionatan De Marco. Nel suo intervento don De Marco presenta tutti i messaggi delle più importanti diocesi del nostro Paese – dalle Alpi alla Sicilia – che hanno aderito all’inziativa “Ora viene il Bello” per riflettere sul tempo delle vacanze ai tempi del Covid-19.

Nei messaggi ciascun vescovo invita a sperimentare in questo periodo dell’anno l’occasione, quasi un pretesto, per scoprire i tanti scrigni di arte cristiana presenti in Italia ma anche per riflettere, pregare, e dedicarsi anche all’incontro con gli altri. «Per larga parte dell’anno ci siete mancati, ma ora siamo – scrive nel suo messaggio l’arcivescovo di Lecce Michele Seccia pronti a ripartire, riaccendendo la speranza nei nostri cuori». Sulla stessa lunghezza d’onda, sempre in Puglia, è il messaggio scritto congiuntamente dall’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, dal vescovo di Oria Vincenzo Pisanello e dal pastore di Castellaneta Claudio Maniago. «Vi auguriamo che il tempo delle vacanze – scrivono – non sia solo un momento di distrazione e di divertimento, pur legittimi, ma anche un’occasione di silenzio e di riflessione, per non dimenticare ciò che l’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente: quanto sia prezioso il dono della vita da rispettarsi sempre in tutti e dappertutto». E anche nel vicino Gargano l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Franco Moscone ha esortato nella sua lettera i fedeli a vivere questo tempo così particolare per imparare «a proteggere noi stessi, gli “ultimi” e il Creato anche dalla nefasta distruzione mediatica che tutto divora e travolge». Di qui l’invito a «rendere reali i nostri sogni».

Un incoraggiamento ad approfittare di questo riposo per assaporare «la contemplazione della bellezza calabra» magari con la buona compagnia di un bel libro. È il senso dell’intervento del vescovo di Cassano all’Jonio Francesco Savino. Anche dall’arcivescovo di Amalfi-Cava De’ Tirreni Orazio Soricelli arriva la proposta – attraverso la sua lettera – di andare quasi a scovare la bellezza di luoghi “speciali” come quelli della Costiera Amalfitana. «Questo tempo di vacanza – è l’augurio – sia per tutti tempo di rinascita fisica e spirituale». Dall’arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio come dal pastore di San Benedetto-Ripatransone-Montalto Carlo Bresciani e dall’arcivescovo di Pesaro, Piero Coccia in tre distinti messaggi si sottolinea l’importanza di vivere questo momento come occasione privilegiata per una ripartenza e per riannodare i rapporti tra le persone. Un stimolo a «non estraniarsi» e ad esplorare «il verde e il mare della Maremma». È quanto scrive il vescovo di Massa Marittima Carlo Ciattini.

Nel cuore della Romagna il vescovo di Cesena-Sarsina Douglas Regattieri nel suo messaggio sprona i villeggianti a mettere in pratica l’enciclica di papa Francesco la Laudato si' per cambiare veramente il «nostro stile di vita». Un tempo per «ricreare corpo e spirito». È il messaggio di benvenuto e «ben tornati» che ha rivolto ai turisti il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo.

Dall’arcivescovo di Genova Marco Tasca arriva il proposito a «divenire pellegrini e viaggiatori» di «una stessa cordata» che camminano sulla stessa meta: quella della «Beatitudine e Gioia».

Anche in Sardegna l’arcivescovo di Oristano e vescovo di Ales Terralba Roberto Carboni ha indirizzato una lettera in cui ha suggerito a chi soggiornerà in Sardegna a incontrare «la ricchezza della nostra storia e delle nostre tradizioni». Dal vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla viene indicato nel suo messaggio un aspetto: «Mi auguro possiate scoprire anche un luogo per mettervi “in disparte” per trovare in modo nuovo, gli altri e Dio». Infine da un pezzo di Italia unico come il Trentino l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi offre un altro spunto di riflessione: «Auspico di tornare a condividere il dono di un ambiente capace di restituire aria buona al nostro fiato corto e una luce nuova alla vista annebbiata: un privilegio di cui non sempre siamo consapevoli».


Filippo Rizzi



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