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Mense per i poveri a Reggio Calabria, vite donate per gli ultimi

14/11/2022

Le mense per i poveri sono un servizio svolto lontano dai riflettori che merita, però, di essere raccontato, testimonianza viva di cosa significhi, davvero, donarsi al prossimo: a Reggio Calabria gli esempi di carità sono davvero tanti.

Il sostegno ai sacerdoti e i fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica rappresentano la linfa dell’opera di prossimità delle mense per i poveri. Esperienze diverse, sostenute dallo spirito solidale di alcune comunità parrocchiali e dei loro parroci, insieme ad altre realtà associative e al coordinamento della Caritas diocesana.

In occasione della sesta Giornata mondiale dei Poveri, che si è celebrata ieri in tutta la Chiesa, siamo andati a conoscerne alcune. Il nostro tour ha inizio dal Centro d’ascolto “Don Italo Calabrò” di Archi, nella zona nord di Reggio Calabria. L’operosità è il “marchio di fabbrica” delle suore alcantarine che gestiscono questo centro d’ascolto della Caritas diocesana di Reggio Calabria - Bova, sostenuto grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Un miracolo di prossimità che non si è arreso neanche quando i morsi del Covid-19 sembravano non lasciare spazio alla solidarietà. Tantissimi sono stati gli interventi posti in essere al Centro d’Ascolto “Don Italo Calabrò” che, nel 2021, ha supportato 7.823 bisognosi.

Dalla zona nord alla periferia sud, facciamo tappa al Centro d’ascolto “Italia Campagna”. Un miracolo solidale iniziato nel 1991. È la mensa per i poveri della parrocchia del Soccorso: in un solo anno sono stati distribuiti circa settemila pasti per gli indigenti. Un’opera di carità enorme sostenuta esclusivamente col volontariato e la Provvidenza. «Ogni giorno sono tra i 30 e i 40», ci spiega Lillo Chiappalone, mente amministrativa della realtà caritativa. Ai 6.750 pasti distribuiti lo scorso anno si aggiungono «un migliaio di colazioni». In tutto «sono circa 120 le famiglie della parrocchia che ricevono settimanalmente un aiuto concreto per far fronte alle loro difficoltà», spiega don Gaetano Galatti, parroco del Divino Soccorso.

Rimanendo nella zona sud, ci spostiamo presso la “Casa del Pane”, «una porta sempre aperta», rimasta spalancata anche durante il periodo della pandemia. La mensa della parrocchia di San Francesco d’Assisi, gestita dai frati francescani, ogni giorno serve una cinquantina di poveri. Ad accoglierci ci sono i responsabili, padre Giovanni Aitollo e Matilde Spadaro. In cucina, un gruppo di volontari - ad appannaggio femminile - alle prese coi fornelli e l’imbustamento del cibo da asporto. Come nelle altre mense coordinate dalla Caritas diocesana di Reggio Calabria - Bova, infatti, il coronavirus ha imposto un brusco stop alla distribuzione dei pasti caldi in refettorio.

Così i cinquanta indigenti che tutti i giorni, dal lunedì al sabato, bussano alla porta del convento trovano sì aperto, ma con una busta contenente solitamente un pasto caldo fatto da primo e un secondo, un dolce e la frutta. «Tantissimi dei nostri amici sono extracomunitari, ma negli ultimi due anni si sono moltiplicati gli italiani che chiedono aiuto» rimarca padre Aitollo. C’è, poi, una “categoria” del tutto particolare che in tanti dimenticano: «tanti pensionati soli sono sostenuti da noi: al loro assegno sociale va aggiunta la solitudine, un mix che li porta ai margini della società».

Sempre aperto, 365 giorni all’anno è anche il Centro d’accoglienza “San Gaetano Catanoso” «Sempre aperti. Perché i poveri non vanno mai in vacanza, tantomeno nelle festività ». Qui i bisognosi sanno di poter trovare a cena un piatto caldo, anche durante le feste. Ed è proprio in questo periodo dell’anno che si può respirare un’atmosfera di grande partecipazione. Tanti volontari e altrettanti bisognosi della città si incontrano e mangiano insieme. Alcuni servono, altri cucinano.

Sono davvero in tanti a dare una mano, con ogni mezzo e in ogni forma. Alberto Mammolenti è il responsabile del centro San Gaetano Catanoso, realizzato grazie ai fondi dell’8xmille a due passi dal Seminario di Reggio Calabria. La mensa insiste su un bene della diocesi, in Via del Seminario, ed è dotata di un’ampia sala, di locali attrezzati e moderni, e completa la struttura che occupa il dormitorio diocesano consentendo la fruizione di pasti caldi con cadenza quotidiana.

A queste esperienze se ne aggiungono altre. Da Salice (Casa della Solidarietà “Pasquale Rotatore”) a Villa San Giovanni (“Progetto Amico”) fino a giungere nel centro storico (distribuzione dei pasti in strada da parte della parrocchia della Candelora) fino alle parrocchie della zona sud di San Giorgio Extra e san Luca evangelista che nei tempi forti sostengono lo sforzo del coordinamento mense della Caritas dando supporto nella distribuzione di pasti caldi a quanti vivono nell’indigenza. E questo anche alla caparbietà e lo spirito solidale che accomuna molti parroci, autentici punti di riferimento per i gruppi di volontariato e le associazioni che hanno deciso di dedicare il proprio tempo e le proprie vite per la cura degli ultimi.

Proprio oggi, nel giorno in cui la Chiesa ha celebrato la Giornata mondiale dei Poveri, presso alcune parrocchie è ripartito il servizio mensa in presenza gestito in collaborazione con la Caritas diocesana di Reggio Calabria - Bova. Nella giornata di ieri è toccato al Centro accoglienza “San Gaetano Catanoso”, mentre oggi, lunedì 14 novembre, è la volta del servizio svolto presso la parrocchia San Francesco d’Assisi.

La mensa in presenza per i poveri ripartirà anche a San Giorgio Martire (Extra) domenica 27 novembre, mentre lunedì 5 dicembre è la volta del Centro d’Ascolto “Don Italo Calabrò” di Archi. Domenica 18 dicembre, poi, toccherà alla parrocchia del Santissimo Salvatore riaprire il proprio refettorio. Si riprende intanto con queste realtà, ma anche le altre non faranno venir meno il proprio sostegno ai più bisognosi. La Giornata mondiale dei poveri è così diventata, simbolicamente, momento di speranza per i fratelli più poveri.

 



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