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Morrone ai ragazzi della comunità ministeriale: «Sognare la vita dopo l’errore è possibile»

03/11/2022

Per la prima volta da quando ha avuto inizio il suo episcopato a Reggio Calabria il vescovo Morrone ha incontrato i giovani della comunità ministeriale del servizio di Giustizia minorile. Il presule ha raccolto le singole storie e ha esortato i ragazzi a intraprendere un nuovo cammino facendo leva su ambizioni e desiderio di cambiamento.

C’è chi sogna di avere, un giorno, un locale tutto suo dove poter servire i suoi cocktail originali, ma anche chi vorrebbe fare l’ingegnere informatico o l’autore di testi rap. Sono ragazzi che hanno deciso di rompere con un passato, poi, non troppo lontano, vissuto ai margini e diventare protagonisti del loro presente e del loro futuro. Già alcuni di loro, il proprio sogno, hanno cominciato a realizzarlo.

Stefano (nome di fantasia) già da qualche tempo sta lavorando presso un pub. È la prima tappa di un cammino che ha deciso di intraprendere con l’aiuto di chi, amorevolmente, si è messo al suo fianco e a quello di altri coetanei...anche loro, per simili vicende, ma anche per altre, finiti purtroppo nei circuiti di giustizia minorile. L’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria - Bova, monsignor Fortunato Morrone, li ha voluti conoscere, uno per uno, per parlare loro proprio di sogni. Perché «sognare in grande, nonostante tutto, non è vietato. Ma bisogna avere anche gambe su cui poggiare e incamminarsi».

È proprio da questa esortazione che ha avuto inizio la prima visita del vescovo Fortunato presso la Comunità ministeriale del Servizio della Giustizia Minorile di via Marsala che accoglie i minori di tutta la città metropolitana di Reggio Calabria sottoposti a provvedimento di collocamento in comunità come misura cautelare e alternativa alla detenzione. Incontro a cui hanno preso parte anche la Comunità socio educative per minori “Dottor Giuseppe D’Amico” e la Cooperativa “Marzo 78”.

Negli spazi dell’ex convento francescano, uno dei pochi edifici reggini resistiti al violento terremoto del 1908, in cui hanno sede, oltre alla Comunità, anche il Tribunale per i Minorenni e la Procura presso il Tribunale per i Minorenni, sono oggi ospitati sei ragazzi. «Ma il grosso lo facciamo all’esterno, con le scuole, per le attività di tirocinio formativo, per i percorsi di educazione alla legalità e altre iniziative svolte con enti e altri attori sociali del territorio», hanno spiegato al vescovo la direttrice Rosa Maria Morbegno e i suoi collaboratori.

Morrone, dal canto suo, si è detto felice di aver conosciuto la comunità ministeriale, una realtà così importante che dona speranza nell’incontro con l’altro. Appena giunto, si è subito intrattenuto con i ragazzi. Ha scambiato con loro qualche battuta e si è messo in ascolto del loro vissuto. Singole storie, ognuna diversa dall’altra, ma accomunate dal grande desiderio: riappropriarsi della propria vita e darsi da fare per il bene di sé stessi e della società. Prendendo spunto dalle ambizioni dei ragazzi, il vescovo Fortunato li ha esortati a coltivare i loro sogni, a «guardare avanti, nonostante le vostre vicende personali e gli errori commessi».

«La cosa più bella che ci ha donato la vita - ha spiegato il presule - è, infatti, la possibilità di poter ripartire e ricominciare un nuovo cammino, attraverso le persone che oggi si prendono cura di voi». Del resto, ha aggiunto Morrone, «ce lo insegna Gesù nel Vangelo quando ci dice che nella vita si può ripartire “settanta volte sette” che significa: sempre». «Quindi, ragazzi - ha esortato ancora - continuate a sognare e a portare avanti i vostri sogni affinché si realizzino, senza aver paura di sbagliare. Gesù ci viene incontro, come gli adulti che oggi vi accompagnano, dicendoci: conto su di te».

«Gesù ha fiducia in ciascuno di noi, al di là delle cose che abbiamo combinato o delle situazioni in cui ci siamo trovati. Oggi - ancora Morrone ai giovani - avete un’opportunità in più: la possibilità di mettere in pratica il meglio che c’è dentro di voi e che la condizione precedente non vi permetteva di esprimere. Avete tutta una vita davanti. Quindi vi invito a sognare in grande, con impegno e dignità, mostrando innanzitutto a voi stessi che siete capaci di fare davvero qualcosa di bello».



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