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Omelia di Sua Ecc.za Francesco Oliva in occasione della festa della Madonna della Montagna o Madre del Divin Pastore

04/09/2022

Festa della Madonna della Montagna o Madre del Divin Pastore

Una festa di popolo. Un popolo che non ha confini municipali né diocesani né regionali. Una festa di tutti. Ciò che unisce è il desiderio della festa, del gioire. Una festa animata dalla fede in MARIA, la madre di Gesù e nostra. Ci unisce questo riconoscimento di Maria MADRE. Oggi più che mai si avverte il bisogno della madre, che genera, dà vita, protegge e custodisce. 

È la madonna della MONTAGNA. Qui a Polsi tutto è cominciato nel segno di Maria e della Croce. La Croce rinvenuta nel corso del XII secolo, laddove in seguito sarà edificato questo tempio dedicato alla Madonna. Maria e la Croce sono un connubio perfetto, il segreto di una storia più che millenaria di fede e di devozione. Qui si perfeziona quel connubio: 

“Mai la croce senza Maria e mai Maria senza la Croce.

Titoli che diamo a Maria: Madonna della Montagna o Madre del Divin Pastore . il pastore è la guida saggia, che va in cerca della pecora che si perde. Cura quella ferita… non le fa mancare il cibo e gli alimenti.

Madonna della Montagna. Siamo tutti legati alla montagna, viviamo di montagna. GENTE D’ASPROMONTE! Maria amava e continua ad amare la montagna. Amare Maria è amare anche la montagna. Si legge nella Laudato sì

“Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio.

Ciò che è bello, ciò che ammiri attorno a te, ciò che ti dà respiro e vita, ciò che nella natura splende per te è sacro: non è per un dominio assoluto ed indiscriminato. È opera del Padre, Creatore, che a tutti chiede di abitare questo meraviglioso giardino con rispetto, distacco e amore, di custodire, curare e consegnarlo integro a chi verrà dopo” .

Tutta la montagna, ogni montagna è bellezza, vita, ristoro per noi, un luogo da amare e custodire. È stata creata per noi: in essa possiamo trovare rifugio, pace, incontrare Colui che è difficile incontrare nel rumore delle piazze. Amiamo le nostre montagne, i bei colli che si affacciano sull’azzurro del mare. Proteggiamoli. La montagna è anche questo: una risorsa per vivere, falde di acque zampillanti, la nostra vita. Quanta sofferenza vedere tanti boschi ridotti in cenere da mano crudele! Chi brucia i boschi è nemico dell’umanità, è nostro nemico. Non rendiamoci loro complici. C’è un legame profondo che ci unisce tutti: 

Tutto è in relazione, e tutti noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, legati dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue creature e che ci unisce anche tra noi, con tenero affetto, al fratello sole, alla sorella luna, al fratello fiume e alla madre terra”.

Iniziamo oggi l’ANNO MARIANO, che ci mette a contatto con una natura incontaminata con la sua bellezza, con le sue ferite, il suo habitat naturale, ma anche con le sue storie di miseria e povertà. Sempre in compagnia di Maria. 

Un Anno Mariano straordinario, che s’inserisce provvidenzialmente nella preparazione al grande Giubileo del 2025. Un tempo che affidiamo a Maria.

Incoronazione della Statua della Madonna di Polsi. L’Anno Mariano inizia col rito dell’Incoronazione della Statua della Madonna di Polsi e del Bambino. Un gesto che innova la tradizione che ha visto l’incoronazione quattro volte secondo ritmi cronologici diversi: le prime tre con cadenza cinquantennale (1881, 1931, 1981), la quarta volta nel 2006, per volontà del vescovo Giancarlo Bregantini. Sono trascorsi 16 anni dal rito dell’ultima incoronazione. Il mondo rispetto a 16 anni fa è cambiato enormemente. Secondo ritmi del tutto imprevedibili. Chi poteva mettere in conto solo due o tre anni fa quanto da poco è accaduto? 

La pandemia, che ci sta aggredendo e c’è chi non riesce a venirne a capo, la guerra in Ucraina e la recrudescenza di conflitti a livello mondiale (“la terza guerra mondiale a pezzi”, come dice papa Francesco) con un pericoloso sconvolgimento delle relazioni tra gli Stati ed il rischio di una crisi finanziaria mondiale, la crescita esponenziale del fenomeno migratorio determinato dalle guerre, dai cambiamenti climatici e delle crisi alimentari in varie parti del mondo disegnano un quadro generale radicalmente cambiato. Si è determinato un “cambiamento d’epoca”, che mi fatto pensare che questo è “tempo di Maria”, è tempo di affidare a Maria e stringerci più intimamente a Gesù che sulla croce ci ha affidato sua Madre Maria. 

Cosa vuol dire per noi oggi incoronare Maria ed il bambino? 

Secondo padre Stefano De Fiores è “lasciare che la Vergine incoronata agisca in te, perché Cristo nasca in te e nel mondo. Rinnovare davanti a Lei i tuoi impegni battesimali: energica rinuncia al male in tutte le sue forme e consacrazione di te stesso a Cristo”.

Chiamiamo Maria Regina, anche se lei ama definirsi serva. Serva, perché obbediente al Re. Un riconoscimento importante, anche se difficile da associare a Colei, che s’è proclamata “serva del Signore” (Lc 1,38), ed ha vissuto una vita in silenzio e in umiltà. Maria c’insegna che servire con amore e per amore è regnare con Cristo. Maria regna dove regna il Figlio. Se regna il Figlio, regna la Madre.

È necessario che Cristo regni (1 Cor 15, 25). “Cristo regni!” è l’invocazione di quanto sta più a cuore al cristiano. Con essa desideriamo che Madre e Figlio regnino nella nostra vita, sulla nostra amata terra. Questo è incoronare Gesù e Maria. Lo comprendiamo se non perdiamo il senso del nostro essere creature non creatori, servi non dominatori, semplici operai non padroni. Ricordo le parole del poeta e scrittore indiano Tagore: “Io dormivo e sognavo che la vita non era che gioia;/ mi svegliai e ho visto che la vita non era che servizio. / Io ho servito e ho visto che il servizio era la gioia”.

 Penso al sacerdote, umile servitore: ecco il vero sacerdote! alla mamma a servizio giorno e notte: ecco la serva della famiglia! Al padre che si spende per fronteggiare i bisogni della famiglia: ecco il padre di famiglia! All’amministratore fedele e saggio a servizio del bene comune: ecco il vero politico! Al medico, l’infermiere, l’operatore socio-sanitario che si prendono cura delle ferite di chi soffre: ecco il buon samaritano! Penso alla croce del servizio quotidiano da portare con gioia, alla chiesa che serve l’umanità mendicante di speranza: ecco il servizio che vale! C’è bisogno di porre la corona sul capo del Figlio e della Madre.  Sia la nostra vita un servizio reso con gioia e con amore!

Maria, madre del Divin Pastore, sempre attratti dal tuo materno volto,

a te ci rivolgiamo con l’affetto di un figlio, sei nostra madre e non siamo in pace senza di Te 

la paura ci prende e l’ansia ci opprime, donaci il coraggio di rialzarci, dopo la caduta, di mettere in conto delusioni, sconfitte e fallimenti. Accetta il nostro poco e la sincera confessione di volerti amare. 

aiutaci a ritrovare energie nuove per proseguire.  Insegnaci a vivere nello stile del Vangelo 

E a riconoscere che la vita è dono dell’amore del Padre. A te ci affidiamo, Maria, tu sei nostra madre profondamente immersa nella nostra storia, presente e partecipe nei nostri problemi donaci la capacità di affrontare la vita col coraggio della fede. Amen!



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