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Tavola Rotonda:l'impegno della Chiesa per la legalità

02/09/2022

La città scelta da Famiglia Cristiana in occasione dei suoi 90 anni, per parlare dell’impegno della Chiesa per la legalità, è stata Polsi (RC),luogo simbolo della Calabria dove un tempo avvenivano i summit della n’drangheta e oggi diventato luogo di riscatto. 

È necessaria una collaborazione della Chiesa, delle istituzioni, della scuola, dell'educazione e della cultura per sconfiggere la mafia e introdurre una vera cultura della legalità. Questo il messaggio emerso dalla giornata  dedicata alla legalità nel santuario della Madonna della Montagna. 

Padre Stefano Cecchin ha ricordato l'impegno del Dipartimento "Liberare Maria dalle mafie" e ha sottolineato come vada «riportata la vera figura di Maria nella sua giusta dimensione, Maria non è la donna sottomessa che obbedisce silenziosa e accetta la morte del figlio passivamente, ma è la donna che ha coraggio di dire il suo sì al momento dell'Annunciazione e anche il coraggio di rincuorare gli apostoli nell'attesa della Risurrezione, quando erano nascosti per paura e temevano il peggio. Maria è donna di coraggio, di speranza e di giustizia».

Nando Dalla Chiesa, figlio del generale assassinato il 3 settembre 1982 a Palermo, ha posto in evidenza la necessità di «insistere ancora sul concetto di educazione, posto che in molte università sono tanto seguiti i corsi relativi alla storia della criminalità, alla sociologia del fenomeno mafioso ma sono invece poco affollati quelli dedicati all'educazione alla legalità, quasi fosse una sorta di impegno moralistico, etico, non invece formativo come lo intendeva il Prefetto di Palermo o altri grandi protagonisti della lotta alla criminalità come Paolo Borsellino».

Il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo ha parlato dell'evoluzione all'interno del fenomeno mafioso avvertendo che «siamo di fronte al rischio di una vera e propria globalizzazione mafiosa», pericolo che si può arginare con una sana comunicazione.
Rosy Bindi,ex presidente della Commissione Antimafia, collegata online, ha ribadito «l'importanza della formazione e della comunicazione nel combattere le mafie». Occorre che «se ne parli nelle scuole senza essere accusati di fare politica», sottolineando l'importanza del recente documento della Conferenza episcopale calabrese, elogiando in particolare le scelte del vescovo Oliva e del nuovo rettore del Santuario di Polsi. 

Riprendendo le parole di papa Francesco don Ciotti, il fondatore di Libera ha rimarcato la distinzione tra la legalità come «impegno di tutti» e la giustizia, che è l'obiettivo cui bisogna tendere, e sottolineato l'esigenza di «morire a una certa cultura fatta di silenzi o mancato coraggio, per rigenerarsi e se non lo si fa si rischia la degenerazione».


Al condirettore di Famiglia Cristiana Luciano Regolo è toccato il compito di spiegare come, in piena intesa al direttore Stefano Stimamiglio, gli incontri legati al 90° anno della rivista siano diventati un'occasione rivolta al futuro per aggregare idee nei vari territori, come è stato fatto a Polsi. «In Calabria l'omertà pesa ancora sulla stampa e casi del passato come quello della grave censura subita nel 2014 dall'Ora della Calabria ne sono un esempio eclatante», scrive Regolo.

Al termine del dibattito, moderato da Annachiara Valle, giornalista e autrice di vari volumi sulla lotta alla criminalità, il vescovo  Francesco Oliva ha ringraziato Famiglia Cristiana per aver organizzato tale giornata e invitato a proseguire in sinergia istituzionale anche per il futuro.



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