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Messaggio ai fedeli della Parrocchia Santa Maria del Mastro (Cattedrale) in Locri a conclusione della visita pastorale del Vescovo

23/06/2022

Giorno 17 giugno Sua Ecc. za Francesco Oliva, a conclusione della sua visita pastorale, ha consegnato alla comunità parrocchiale di Santa Maria del Mastro in Locri, un messaggio di cui vengono estrapolati di seguito alcuni stralci.

Al termine della mia visita a questa bella comunità dico grazie al Signore per l’esperienza vissuta. Lo dico a quanti si prodigano per gli altri, nell’educazione di bambini e giovani, nella cura di anziani abbandonati da tutti, o cercano di vivere il vangelo in condizioni di ostilità, o in qualunque altro modo mostrano con la vita e nella vita l’immenso amore del Dio fatto uomo per l’umanitàLa vostra situazione è particolare: avere sede nella chiesa Cattedrale vi porta ad identificarvi con la parrocchia “della Cattedrale” e ad avere un legame più stretto con il vescovo, con la diocesi ed i suoi organismi. Questo è da considerare un dono ed una responsabilità. L’essere più vicini al vescovo comporta la responsabilità di attuare con più fedeltà e puntualità le indicazioni diocesane, come anche l’onere di una più stretta collaborazione nella cura delle celebrazioni pontificali e degli spazi liturgici. Sono tanti i volontari e le volontarie di questa comunità che esercitano l’azione caritativa senza badare ai confini parrocchiali. Ammiro il loro entusiasmo nell’ascolto e nell’accoglienza. È un seme da moltiplicare e far crescere. La carità porta ad andare incontro agli altri e a lasciarsi guidare dalla fantasia e dalla creatività dello Spirito. Non ci si contenta di quanto fa, cerca sempre nuove soluzioni, ha gli occhi aperti sui bisogni del territorio, crea relazioni nuove, collabora con quanti, persone, enti ed associazioni hanno a cuore il bene dei più fragili. Non chiede la carta d’identità a chi ha bisogno. È un’azione coinvolgente, che va incontro alle povertà. Dilatare gli spazi della carità porta essere per via, ad uscire, a cogliere i bisogni laddove si trovano, tra le mura domestiche, con le famiglie in difficoltà. 

In questi due anni di pandemia le attività parrocchiali hanno subito un vistoso rallentamento in tutte le parrocchie. Ne ha risentito particolarmente la catechesi parrocchiale, che ha evidenziato una minore collaborazione dei genitori, una più ridotta partecipazione dei ragazzi agli incontri. A preoccupare maggiormente è il cammino di iniziazione cristiana che – è un’osservazione comune - non sfocia nella mistagogia, come dovrebbe secondo il Cammino Emmaus. È un limite che riguarda la maggior parte delle parrocchie. E questo nonostante la buona volontà e la preparazione delle catechiste. Il progetto in sé indiscutibilmente interessante non ha trovato il terreno adatto in tantissime parrocchie ed operatori pastorali, finendo con l’essere un’occasione mancata. È vero: la pastorale giovanile delle nostre parrocchie è in affanno. C’è bisogno di un rilancio, partendo da quello che abbiamo, dagli stessi ragazzi e i giovani che frequentare questa parrocchia, che, grazie anche alla presenza di associazioni e movimenti cattolici, non sono pochi. Vi ringrazio della collaborazione alle iniziative di pastorale vocazionale organizzate in Seminario: sono espressione di una pastorale giovanile che auspico possa continuare nelle scuole della città. La vicinanza del seminario offre la possibilità di spazi che sono a disposizione per ogni attività formative.Urge un maggiore investimento nella formazione degli educatori, nell’organizzazione delle attività ricreative e del tempo libero.Ed aggiungo: l’entusiasmo nel ridare vita a quelle iniziative ed opere aggregative che ci chiedono i più giovani.

Ho incontrato il gruppo di AC, che, pur tra tante difficoltà, cresce e si rinnova. Forte della sua tradizione associativa, dimostra di ritrovare nuova linfa, riaffermando la propria identità, maturando la capacità di nuovi percorsi, mettendo in atto una vitalità operativa ed il desiderio di formarsi alla scuola di indimenticabili figure di santità laicale. Penso ai coniugi Franco e Maria Rosaria Bono, di cui la Diocesi ha avviato la causa di canonizzazione. Sono figure di santità, da conoscere e far conoscere. 

Il percorso dell’AC, grazie all’accompagnamento del parroco, lascia ben sperare in un futuro aperto al dinamismo dello Spirito. La scelta di essere chiesa “in uscita” è fondamentale, divenendo lievito e fermento nelle realtà temporali. Ai fedeli dell’AC dico: non perdete la vostra identità laicale radicata nel senso di appartenenza alla Chiesa e alla sua missione apostolica. Recuperate l’entusiasmo delle origini e siate testimoni di fede per i più giovani. Operando nelle realtà sociali, ritroverete nuova linfa e quel “consenso popolare” che in certi frangenti sembra essere venuto meno. Mentre apprezzo il dinamismo spirituale che vi aiuta a liberarvi dalle incrostazioni e stereotipi del passato, vi chiedo di essere cristiani missionari. Non perdete l’entusiasmo apostolico: ne ha tanto bisogno la nostra chiesa. Ne hanno bisogno i più giovani. 

Vedo con piacere la presenza di altri movimenti ecclesiali, come il Rinnovamento nello Spirito, il Cenacolo Mariano, che, sotto la guida del loro assistente, possono essere lievito di fraternità nella comunità. E con la loro vivacità iniettare nuovi germi.Se le associazioni ed i movimenti conferiscono dinamismo alla pastorale parrocchiale, la vera sfida sono le famiglie. Il futuro della parrocchia dipende in buona parte da loro. Grazie alla famiglia, la parrocchia diventa “famiglia di famiglie” e si arricchisce del loro essere Chiese domestiche. Noto una buona partecipazione delle famiglie alla vita della comunità parrocchiale. Le famiglie sono la vera realtà cui prestare ogni cura ed accompagnamento. Il Direttorio per la Catechesi ricorda che «la catechesi degli adulti, in quanto è diretta a persone capaci di un’adesione e di un impegno veramente responsabile, è da considerarsi come la forma principale della catechesi, alla quale, tutte le altre, non perciò meno necessarie, sono ordinate. Ciò implica che la catechesi delle altre età deve averla come punto di riferimento» (n. 77).

Il vostro cammino sinodale va avanti e si alimenta sull’ascolto: ascolto della Parola, della voce di Dio, del fratello, dei lontani. Senza un vero radicamento nella Parola si cammina al buio. La Parola sia il vostro tesoro prezioso. Apprezzo molto il percorso che state portando avanti sulla Parola di Dio (lectio divina). L’impegno profuso del parroco ha positivo riscontro in una comunità che sulla Parola e grazie alla Parola cresce. Continuate a dare centralità ad essa, consapevoli che essa dà un’impronta nuova alla vostra comunità: è un seme fecondo da coltivare, una buona pratica per tutta la Città. Un tesoro da condividere. iate la comunità parrocchiale S. Maria del Mastro, che contempla nella Chiesa Cattedrale l’icona di Maria la Kyriotissa, portatrice di Cristo, immagine dei cristiani, “compagni di viaggio (synodoi), portatori di Dio, portatori del tempio, portatori di Cristo e dello Spirito” (Sant’Ignazio di Antiochia, Agli efesini, 9,2). 

Chiedo al Signore una speciale benedizione su tutti voi, perché possiate continuare il vostro cammino spirituale sostenuti dalla vicinanza del Risorto.




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