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Il cammino di aggiornamento del clero di Rossano Cariati

11/06/2022

Nell’ambito della formazione permanente, intesa come necessaria per “prendere la forma di Cristo”, l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, oltre ai ritiri mensili dei sacerdoti, a due Scuole Diocesane: biblica e dell’Evangelii Gaudium, ha organizzato, per l’anno pastorale 2021-2022, tre incontri di aggiornamento.

Con la guida sapiente dell’Arcivescovo, S. E. Mons. Maurizio Aloise, dopo un confronto con gli organismi di partecipazione ecclesiale e le Aggregazioni Laicali, in una programmazione che ha tenuto conto del Cammino Sinodale in atto, i temi scelti sono di grande attualità e rispecchiano le esigenze del territorio diocesano.

Il primo incontro si è svolto nei giorni 26-27 gennaio 2022 e ha coinvolto sia i laici (nel pomeriggio del 26) che i sacerdoti (nella mattinata del 27). La relazione, dal titolo: “La formazione iniziale in tempo di abusi: prevenire, riconoscere, curare, buone pratiche…” è stata tenuta da don Gianluca Marchetti, sacerdote della Diocesi di Bergamo, del Servizio Nazionale Tutela dei Minori e Persone Vulnerabili. Molto interessanti gli spunti di riflessione proposti da don Gianluca su un fenomeno, quello degli abusi, che non coinvolge solo i sacerdoti, ma anche le famiglie, il mondo della scuola e le altre agenzie educative. Perciò è necessario impegnarsi seriamente nella crescita del rispetto della dignità e dell’accoglienza dell’altro, contrastando la “cultura dello scarto” che sembra dominante nel mondo di oggi.

Il secondo incontro di aggiornamento ha trattato il tema del Sovvenire. Nella mattinata del 31 marzo 2022 con i sacerdoti e nel pomeriggio con i laici, il dott. Stefano Gasseri, incaricato del coordinamento della rete nazionale Sovvenire, ha esposto le motivazioni di fondo che devono portare alla sensibilizzazione dei sacerdoti e dei fedeli delle comunità parrocchiali a contribuire alle necessità della Chiesa italiana sia attraverso la firma dell’8 per mille, sia attraverso i contributi volontari. Infatti, offrire il proprio contributo affinché la Chiesa che è in Italia possa concretamente rendersi solidale con le povertà antiche e nuove presenti sul territorio, abbia i mezzi necessari per costruire nuove chiese e ristrutturare quelle antiche, al fine di garantire un giusto sostentamento economico dei sacerdoti, significa dimostrare e vivere l’appartenenza alla grande famiglia che è la Comunità ecclesiale.

Il 9 giugno 2022 sono stati trattati due argomenti, tra di loro correlati. Il primo: “Carismatici, sensitivi e medium. Discernere se i doni sono di origine divina, oppure sono suggestioni personali o inganno diabolico”. Il relatore è stato padre Francois Dermine, domenicano, Presidente Nazionale del GRIS. Il secondo è stato trattato da Padre Piermario Burgo, esorcista, che ha esposto il tema: “Indicazioni pratiche date ai pastori d’anime nei casi di possibili vittime dell’azione diabolica straordinaria”. La proliferazione delle sette e gli episodi di possessioni diaboliche è un altro fenomeno presente nei nostri territori. Perciò, avere i criteri di discernimento finalizzati alla comprensione di questi fenomeni, con cui spesso i pastori d’anime si trovano a contatto, è molto importante, al fine di vivere la carità pastorale nei confronti di tutte le persone che vengono affidate alla loro cura.

Oltre all’attualità dei temi trattati, gli incontri di formazione permanente richiamano quanto San Giovanni Paolo II scrive nella Pastores Dabo Vobis, al n. 69. Partendo dalle parole di Paolo a Timoteo, “Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te” (2 Tm 1,6) egli afferma che “quel “ravvivare” non è solo l’esito di un compito affidato alla responsabilità personale di Timoteo, non è solo il risultato di un impegno della sua memoria e della sua volontà. È l’effetto di un dinamismo di grazia intrinseco al dono di Dio: è Dio stesso, dunque, a ravvivare il suo stesso dono, meglio, a sprigionare tutta la straordinaria ricchezza di grazia e di responsabilità che in esso è racchiusa […]. Il sacerdote è segnato per sempre e in un modo indelebile nel suo essere come ministro di Gesù e della chiesa ed è inserito in una condizione permanente e irreversibile di vita ed è incaricato di un ministero pastorale che, radicato nell’essere, coinvolge tutta la sua esistenza, ed è esso pure permanente. […]. La formazione permanente trova così il suo fondamento proprio e la sua motivazione originale nel dinamismo del sacramento dell’ordine” (PdV, 69).

Per questo, i momenti in cui ci si ritrova per formarsi alla scuola del Vangelo e della vita, sono occasioni di grazia, che fanno riscoprire la bellezza dell’incontro con il Risorto che cammina anche oggi per le strade del mondo.



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