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Il Vangelo della Domenica. Quando mi rapporto con l'altro in mezzo c'è Dio.

31/10/2021

Nel tempio di Gerusalemme, Gesù ha accusato la potente casta sacerdotale di aver trasformato il tempio in una spelonca di ladri. Ha accusato anche i capi che decidono di ammazzarlo, ma temono la reazione della folla e, per questo, lo attaccano ripetutamente per diffamarlo.

Dopo l’attacco dei farisei e dei sadducei, nel Vangelo di Marco leggiamo che uno scriba, cioè un teologo, che era stato spettatore della discussione di Gesù con i sadducei circa la resurrezione dei morti, avendo apprezzato la sua sapienza, si avvicina per domandargli: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. La domanda nasce da una esigenza condivisa nell’ambiente religioso del tempo e mira a raggiungere una sintesi essenziale dei precetti della Torah.

Gesù risponde citando come primo comandamento l’inizio dello Shema‘Jisra’el (Dt 6,4-5), ossia la professione di fede nel Signore Dio ripetuta tre volte al giorno dal credente ebreo: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è uno. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze”. L’ascolto ha il primato assoluto, indica la modalità di relazione del credente nei confronti di Dio. Le parole del Deuteronomio riprese da Gesù tracciano un movimento che dall’ascolto (“Ascolta, Israele”) conduce alla fede (“Il Signore è il nostro Dio”), dalla fede alla conoscenza (“Il Signore è uno”) e dalla conoscenza all’amore (“Amerai il Signore”).

Al Dio che ci ama di un amore eterno (Ger 31,3), che ci ama per primo gratuitamente (1Gv 4,19), rispondiamo con un amore libero e pieno di gratitudine, che si radica nell’ascolto obbediente della sua Parola, fonte della fede. Fidarsi di Dio significa fidarsi del suo amore, del suo essere amore (1Gv 4,8.16).

Cosa significa “amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”?

Sant’Agostino afferma che l’amore verso Dio per il credente è ricerca dell’amore che si esprime con l’amore stesso. Ne troviamo espressione in alcuni Salmi. “Disse dunque: Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo” (Salmo 18,2-3); “L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?”(Salmo 42,3); “O Dio, tu sei il mio Dio, dall'aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua” (Salmo 63,2).

Dio è destinatario di amore perché con il Suo Amore preveniente, genera nel credente la risposta di amore.

Nell’amore per Dio c’è un amore che nasce dall’ascolto, che è obbediente (ob-audire) ed è amore di adesione, per il quale il credente desidera realizzare pienamente la volontà di Dio.

Gesù dice: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Gv 14,15); “Se uno mi ama, osserverà la mia parola” (Gv 14,23).

Nella Prima Lettera di Giovanni leggiamo: “Questo è l’amore di Dio: osservare i suoi comandamenti”. L’amore del prossimo, comandato da Dio, è la sintesi di tutta la Legge e i Profeti. Pertanto amare Dio è amare l’altro come Dio lo ama, perché “chi non ama il proprio fratello che vede non può amare Dio che non vede “(1Gv 4,20).

Nell’insegnamento di Gesù, l’amore per Dio è strettamente collegato con l’amore per il prossimo, come possiamo leggere in un testo dei primi secoli del cristianesimo, la Didachè: “La via della vita è questa: innanzitutto amerai il Dio che ti ha plasmato e poi il prossimo tuo come te stesso; e tutto ciò che non vorresti fosse fatto a te, neppure tu fallo a un altro” (1,2).

L’unità del duplice comandamento ci ricorda che le nostre relazioni implicano sempre una triangolazione virtuosa: Dio, l’altro, me stesso. Quando mi rapporto all’altro, in mezzo c’è Dio. Quando cerco Dio, tra me e Lui incontro sempre l’altro. Quando guardo dentro di me, ci sono sempre Dio e l’altro.

Allo scriba che riconosce a Gesù di aver parlato bene rispetto al primo di tutti i comandamenti, Gesù dice: “Non sei lontano dal Regno di Dio”.

Ma cosa manca a questo scriba per essere pienamente nel Regno? Non certo la corretta conoscenza dei comandamenti ma l’adesione a Gesù, la sequela lungo la Sua stessa via, la relazione e la comunione personale con Lui.

Perché l’unica misura dell’amore è amare senza misura, come Gesù. Buona Domenica.

✠   Francesco Savino
Vescovo di Cassano



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