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La Chiesa di Catanzaro ha due nuove beate

04/10/2021

Un grande applauso ha accolto l’annuncio, nella basilica dell’Immacolata di Catanzaro, delle prime due beate della diocesi di Catanzaro-Squillace.

Due donne laiche proclamate, domenica, dal card. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione per la Causa dei Santi. Si tratta di Gaetana Tolomeo, meglio conosciuta come Nuccia, e Mariantonia Samà, nota come la “monachella di San Bruno” accumunate entrambe dalla sofferenza. Hanno vissuto, infatti, la loro vita da disabili: «ci sono entrate in modo diverso – in forma addirittura inquietanti, la beata Mariantonia e con un doloroso sviluppo naturale l’altra, la beata Nuccia – ma ambedue in forma progressiva, in continua crescita si da diventare, l’una e l’altra, somiglianti a Cristo».

In Mariantonia Samà la «sofferenza offerta per amore produsse in quanti la conoscevano un potente impulso di carità e attorno a lei esplose l’amore».

Anche la vita di Nuccia Tolomeo – ha detto ancora il porporato – fu una vita «colma di sofferenza ma fu pure una vita ricolma d’amore». A salutare il card. Semeraro l’amministratore apostolico di Catanzaro-Squillace, l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, Angelo Raffaele Panzetta, che ha sottolineato come le due beate hanno “attestato concretamente che la santità - come ha scritto papa Francesco – è la via per tutti i cristiani, chiamati a santificarsi nel quotidiano per diventare i santi della porta accanto nella città degli uomini”.

Panzetta ha ricordato come il Sinodo diocesano del 1995 aveva invitato a riscoprire figure di sacerdoti, consacrati e laici che hanno lasciato «tracce significative di santità nel lontano e recente passato». E oggi «raccogliamo i frutti di queste ricerche che ci consentono di ammirare la vita buona del vangelo che ha segnato l’esistenza di queste due nostre sorelle».

A presentare le due figure il postulatore, p. Carlo Calloni. La festa delle due beate sarà il 27 maggio per la Samà e il 19 aprile per la Tolomeo.


Raffaele Iaria (Avvenire)



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