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«Che ritorno per il campo nazionale Acr!». Il racconto della delegazione calabrese

06/09/2021

L’estate 2021 ha sancito il ritorno del campo nazionale Acr, dopo la pausa forzata dello scorso anno. La pandemia ne ha condizionato l’impostazione. È diventato un doppio appuntamento. Ciò per permettere a tutti i responsabili, vice responsabili, assistenti diocesani e incaricati e assistenti regionali di tutta Italia di poter vivere quest’esperienza. Al meglio e nel pieno rispetto delle norme anti-covid.

E così, ad inizio agosto, Roma ha ospitato il campo nazionale dedicato alle regioni del centro-sud. A fine mese, a Bologna, si sono ritrovati, invece, gli acierrini del centro-nord del Paese.

“Cose nuove e cose antiche” questo il titolo che ha scandito le quattro giornate di campo. Periodo durante il quale, attraverso diversi momenti di riflessione, condivisione, ascolto, preghiera e divertimento, «abbiamo avuto modo di guardare alle “cose vecchie” con gratitudine. Ed essere, allo stesso tempo, pronti ad accogliere le “cose nuove” sempre con stupore. Durante le giornate di campo nazionale, noi di Acr abbiamo ricevuto diversi stimoli». Racconta Giulia Labate, incaricata regionale Acr. «Armati di ago e filo, abbiamo riflettuto concretamente sulle nostre competenze. Abbiamo creato, insieme agli altri, il nostro “metro” delle competenze».

Insieme al Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano, ancora Giulia Labate nel raccontar l'esperienza del campo nazionale Acr, «abbiamo, poi, riflettuto su come poter essere al giorno d’oggi, nonostante il periodo storico difficile che stiamo vivendo, “attivi e associati”». Preziosi e sempre profondi sono stati i momenti di spiritualità guidati dall’assistente nazionale dell’Acr don Marco Ghiazza. Durante il campo nazionale, sono stati approfonditi i temi della nuova proposta formativa dell’Acr.

“Su misura per te” è lo slogan che accompagnerà tutti i bambini e ragazzi dell’Acr nel nuovo anno associativo ormai alle porte, per rivivere in maniera sempre nuova l’esperienza della Chiesa e l’incontro con il Signore, quest’anno all’interno dell’ambientazione della sartoria. Il campo si è concluso con la riflessione di Annamaria Bongio, responsabile nazionale dell’Acr. «Ci ha ricordato che non dobbiamo lasciarci scoraggiare dalla fatica, che siamo chiamati ad essere briciole per i bambini e ragazzi che ci vengono affidati perché Dio con le nostre briciole sa fare il suo pane» racconta ancora Giulia Labate nel ripercorrere i diversi momenti di gioco, divertimento e amicizia.

«Abbiamo davvero riscoperto quanto è bello stare insieme e quanto vivere queste esperienze, che in quest’ultimo anno e mezzo ci sono mancate, possano veramente arricchire la nostra vita e il nostro servizio educativo». Conclude Giulia il suo racconto sul campo nazionale Acr.



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