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Dramma in Afghanistan, l’iniziativa della diocesi di Catanzaro

26/08/2021

Dramma in Afghanistan. L’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace apre alle famiglie in fuga. «Sensibile al dramma che sta vivendo il popolo afghano, e in direzione di un’attenzione sempre costante agli ultimi che l’arcivescovo monsignor Bertolone porta avanti dall’inizio del suo mandato e di cui si è fatto sempre portavoce, si sta preparando all’accoglienza concreta e fattiva di persone in arrivo nella nostra terra in cerca di protezione». Lo rendono noto Città Solidale e l’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.

La diocesi aprirà le porte ad intere famiglie in fuga dall'Afghanistan, con particolare attenzione alle categorie più fragili, bambini e donne. Il Vicario Generale indirizzerà una lettera a tutti i parroci. Sarà chiesto loro di segnalare case canoniche vuote o appartamenti non utilizzati, anche in uso a privati. Anche se ci sono famiglie disponibili ad accogliere piccoli nuclei familiari o anche solo mamma e bambini.

«Non sarà un’accoglienza gestita in maniera estemporanea ed improvvisata», fa sapere la diocesi. Ad occuparsene sarà la Fondazione Città Solidale onlus che gestisce attività e servizi per conto dell’Arcidiocesi, in stretta collaborazione con la Caritas Diocesana e l’Ufficio Migrantes. Inoltre, Città Solidale metterà a disposizione anche le strutture SAI da essa gestite e già attive nella provincia. Anche quelle che saranno a breve avviate, in linea con quanto indicato dal Ministero dell’Interno».

La Migrantes Diocesana continuerà a dare il suo contributo anche in questo percorso e segnalerà all’ufficio Migrantes Nazionale della Cei la disponibilità e l’impegno della diocesi a collaborare e mettere in atto le linee guida che saranno impartite dal Ministero dell’Interno, della Caritas Italiana e dalla stessa Migrantes Nazionale. Città Solidale, inoltre, «svilupperà un’azione sinergica di sensibilizzazione sul territorio» circa il dramma che molte famiglie stanno vivendo in Afghanistan. Saranno coinvolte parrocchie, scuole, associazioni, affinché «le azioni di intervento e risposta siano frutto di un lavoro di rete mirato ed efficace, sempre nel rispetto degli orientamenti che saranno dati dalle Istituzioni preposte».



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