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«Donazione di organi»: il messaggio della Conferenza Episcopale Calabra

26/10/2017

Carissimi presbiteri, avvertiamo come vescovi, l’esigenza di attirare la Vostra attenzione sulla donazione di organi e certi che anche voi l’avvertiate, vi chiediamo di sottoporla alle Vostre comunità parrocchiali, domenica 5 novembre 2017 ed in altre forme e nei tempi che riterrete idonei, giacché è materia di concreta solidarietà ed amore verso il prossimo. Ritengo perciò utile rammentare le posizioni espresse nel tempo recente dalla Chiesa, per promuovere percorsi virtuosi in grado di diffondere la solidarietà umana e di educare alla vita buona del Vangelo.
La Chiesa cattolica non è assolutamente contraria alla donazione d’organi, anzi non solo la ritiene come compatibile con la morale cristiana, ma la considera un atto di altruismo, nobile e meritorio da incoraggiare come manifestazione di generosa solidarietà. 
Il Catechismo recita: “Il trapianto di organi è conforme alla legge morale se i danni e i rischi fisici e psichici in cui incorre il donatore sono proporzionati al bene che si cerca per il destinatario. La donazione di organi dopo la morte è un atto nobile e meritorio ed è da incoraggiare come manifestazione di generosa solidarietà» (CCC 2206).
Papa Pio XII aveva esaltato la figura di don Gnocchi per avere egli donato le sue cornee a due bimbi ciechi quando ancora non esisteva una legge in materia.
Giovanni Paolo II in Evangelium vitae, affermava che tra i gesti che concorrono ad alimentare un’autentica cultura della vita “merita un particolare apprezzamento la donazione di organi compiuta in forme eticamente accettabili, per offrire una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza”.
Per Papa Benedetto XVI “La donazione di organi è una forma peculiare di testimonianza della carità […]. “L’atto d’amore che viene espresso con il dono dei propri organi vitali permane come una genuina testimonianza di carità che sa guardare al di là della morte perché vinca sempre la vita”.
Papa Francesco, in occasione della XX Giornata nazionale su Donazione e Trapianti di Organi, Tessuti e cellule, citando il Catechismo della Chiesa, ha affermato che “la donazione di organi è un atto nobile e meritorio”, autorizzando i membri delle associazioni presenti in Piazza San Pietro ad incoraggiare la donazione di organi per generosità, ribadendo, tuttavia, che l’utilizzo commerciale degli organi è immorale e un crimine contro l’umanità. 
All'origine di ogni intervento di trapianto ci deve essere una decisione di grande valore etico: la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute ed il benessere di un'altra persona”, nobile gesto che si configura come un autentico atto d'amore. 
La Calabria è una terra meravigliosa, ricca di uomini e di donne dal cuore aperto, capaci di grandi doti cristiane ed umane che si esprimono in tutte le realtà associative, laiche ed ecclesiali, attraverso tanti valori, come la tensione al bene e il senso di solidarietà, valori, che devono essere sempre meglio incanalati nella luce del Vangelo.
Sicuramente il tema della donazione di organi, in questo contesto sociale può trovare terreno fertile, ma come ho già detto, richiede alle comunità ecclesiali una permanente e  capillare azione formativa e catechetica, nonché un’attenta vigilanza, onde evitare ambiguità, valutando tutto con il metro della Parola di Dio e dell’insegnamento ecclesiale. Quando perdiamo una persona amata è difficile, in un momento di sofferenza così profonda, pensare agli altri, pensare a qualcuno che è malato e che, se non avrà un nuovo organo, avrà un’aspettativa di vita molto bassa.
Si può essere solidali con il prossimo in molti modi: con l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, il conforto per chi soffre. Ma la donazione degli organi rappresenta un gesto ancora più umano e generoso!
Mi viene in mente, per concludere, la triste vicenda del piccolo Nicholas Green, il piccolo bambino californiano, che -venuto in Italia per una vacanza con i genitori-, vi trovò la morte ad opera della malavita calabrese nel 1994. Nonostante il peso della tragedia subita e il senso di rivalsa contro il nostro Paese che avrebbero potuto provare, i genitori di Nicholas acconsentirono all’espianto degli organi, che furono donati a sette italiani in attesa di trapianto. 
Nella nostra Calabria è fortemente radicata la cultura della solidarietà che è diffusa e presente sul territorio nell’attività del volontariato sociale, assistenziale e sanitario. Vi è dunque una forte potenzialità che occorre far emergere, ed è qui che le parrocchie, le associazioni di volontariato presenti sul territorio possono svolgere un ruolo prezioso. Dobbiamo riuscire a comunicare ai fedeli che la cultura della donazione è parte integrante e fattore fondamentale di un’autentica pratica della solidarietà e di un’etica civile altruistica. In questa serena e generosa visione della vita, sicuri che una fede vera sostiene l’autenticità della vita cristiana, tutti noi vescovi della Calabria affidiamo a Maria Immacolata questo nobile invito e vi benediciamo di gran cuore nel Signore.

Catanzaro, 18 ottobre 2017
San Luca Evangelista

+ Vincenzo Bertolone
 Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace
 Presidente CEC



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